El Tango Poeta

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Esistono Poesie che nascondono segreti…

 

“Tutto quello che può fare El Tango Poeta è essere se stesso. chiunque esso sia”.

 

Nonostante gli stereotipi utilizzati per etichettare la Poesia, la Poesia nel Tango non coincide con nessuna delle maschere che gli altri gli hanno riconosciuto nel corso degli anni.

 

la Poesia nel Tango attraversa la storia in continua contraddizione con le aspettative legate al Tango e alla Poesia

 

 

el tango poeta

 

 

Chi è El Tango Poeta?

Portavoce di una generazione di utopie di una tradizione perduta, Cantastorie elevato al rango di Poeta?

La Poesia nel Tango riesce a trasmettere emozioni e stati d’animo in maniera più evocativa e potente di quanto faccia la prosa.
Come ogni forma d’Arte e’ comunque un atto d’Amore.

 

El Tango Poeta, appena sembra di averlo inquadrato in una definizione, eccolo già lontano nella direzione opposta.
Una maschera enigmatica e sfuggente, in perenne contraddizione con la propria immagine.

Perché non si presta alle semplificazioni di comodo, non si nasconde negli stereotipi che gli hanno cucito addosso.
“Non sono io che ho creato El Tango Poeta.

 

El Tango Poeta è sempre esistito e sempre esisterà”.
El Tango Poeta non è nulla di quello che verrà mai scritto di lui.

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Guarda il Video Todos es Amor 

 

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ASCOLTA….
QUESTA E’ POESIA NEL TANGO

Todo Es Amor:
[Rodolfo Biagi con Hugo Duval]

 

Traduzione del testo in Italiano

 

Tutto è Amore:

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Dove risiede il motivo delle mie inquietudini e della mia fede?
Dove sta la ragione del mio intenso malessere?
dove se non nei tuoi sogni che mi tormentano tanto,
se non nelle tue labbra che sfiorando il loro incanto
mi danno la forza di lottare per te.

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Chi ha dato alla mia voce il timbro della tua voce?
Chi ha inondato di luce le lunghe ore di ansietà?
Qualcuno che dal cielo ha indicato il cammino
Per poter unire i nostri destini
e così conquistare la nostra felicità.

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Tutto è amore
La brezza e tu
che giochi nel rumore
e l’usignolo
che canta su un fiore
cercando amore, amore.

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Tutto è amore
Io e la rosa
che ci arrampichiamo sul tuo balcone
dopo che noi due
tremando di emozione
cerchiamo amore amore…..

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Testo originale in Spagnolo:

Todo es amor

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Musica: Leo Lipesker
Letra: Alejandro Romay

 

¿Dónde está el por qué de mis ansias y mi fe?
¿Dónde la razón de mi intensa desazón?
Dónde, sino en tus sueños que me alientan tanto,
sino en tus labios que al brindar su encanto
me dan las fuerzas de luchar por ti.

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¿Quién le dio a mi voz el acento de tu voz?
¿Quién llenó de luz largas horas de ansiedad?
Alguien que desde el cielo señaló el camino
para poder unir nuestros destinos
y así lograr nuestra felicidad.

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Todo es amor,
la brisa y tú
jugando en el rumor,
y el ruiseñor
cantando en una flor
buscando amor, amor…

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Todo es amor,
la rosa y yo
trepando en tu balcón,
después los dos
temblando de emoción
buscando amor, amor…

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http://laviadeltango.com

 

 

El Tango Poeta… Sintiendo en la Cara, la Sangre que Sube!

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El Tango Poeta, l’Abbraccio Intimo Intenso e Profondo per Conquistarti il Cuore.

 

 … Sintiendo en la Cara, la Sangre que Sube!

 

El Tango Poeta è un richiamo al dialogo e all’accoglienza con una soluzione concreta l’Abbaccio come una Poesia.

 

Parole in musica che trasudano d’amore.    

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la via del tango el tango poeta 1

 

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Perché in esso c’è qualcosa di provocante, qualcosa di sensuale e dirompente, e allo stesso tempo, di tremendamente sereno.

 

L’Abbraccio Intimo Intenso e Profondo per Conquistarti il Cuore, fonde le crepe dell’anima, senza mai più sciogliersi, nel fruscio dell’emozione.
L’Abbraccio Intimo Intenso e Profondo per Conquistarti il Cuore è Poesia, è come l’Amore, due anime che si incontrano.

 

Due battiti per tempo come fa il Cuore.

 

Rigore e improvvisazione, regole e follia, compassione e forza, baci proibiti e corteggiamento, coppie e clandestini, che si offrono e si danno prima ancora dei passi complicati e coreografie complesse.

Ritmo della carne che si mescola col sangue del cuore.

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El Tango Poeta, un Abbraccio Intimo Intenso e Profondo per Conquistarti il Cuore, è Ibrido.

 

E’ El Señor Tango,  Gaucho e  Compadre. cow-boy e  signore elegante, fiero. E’ violino, e clarinetto..

 

E’ linguaggio bollente, lunfardo, mescolanza di dialetti in cui affogano sensi e stati d’animo, tristezza e tragedia, e malinconia, e amore e gelosia.

E’ ricordi del barrio amato, della madre, delle pene e le allegrie.

 

Ora come è possibile fare questo?

 

Come Risolvere alla radice…. il disagio! 

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Come vivere in complicità con la propria anima ammirando l’essenza che hai dentro di te e apprezzando la bellezza e l’eleganza che vedi di fronte a te.    

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Con la Voce del Poeta per Esprimere la totale Bellezza!   

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Si, è la stessa soluzione che ha salvato me…. sbloccandomi, attingendo all’enorme vantaggio dell’abbraccio.

 

 

La Poesia di quest’oggi è… bellissima. Meravigliosa.

 

Dolce, passionale, indescrivibile.

Questa volta come di abitudine trovi  il testo in lingua originale

e la sua traduzione in Italiano.

 

Ti invito a leggerlo e a goderti la musicalità dello Spagnolo del Poeta, per poi passare alla traduzione Italiana e scioglierti nelle sue parole ;).  

 

 

Questo Video è per Te che ami il Tango Argentino

   

 

 

“Nocturno a Rosario” di Manuel Acuña (1849-1873)   

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Originale in Lingua Spagnola e  Traduzione in Lingua Italiana:   

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Pues bien, yo necesito
decirte que te adoro,
decirte que te quiero
con todo el corazón;
que es mucho lo que sufro,
que es mucho lo que lloro,
que ya no puedo tanto,
y al grito que te imploro
te imploro y te hablo en nombre
de mi última ilusión.

 

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Bene, io ho bisogno di
dirti che io adoro,
dirti che ti amo
con tutto il cuore,
che tanto soffro,
che tanto piango,
che non ne posso più
e gridando io ti imploro
ti imploro e ti parlo a nome
della mia ultima illusione.  

 

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Yo quiero que tú sepas
que ya hace muchos días
estoy enfermo y pálido
de tanto no dormir;
que ya se han muerto todas
las esperanzas mías;
que están mis noches negras,
tan negras y sombrías
que ya no sé ni dónde
se alzaba el porvenir.

 

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io voglio che tu sappia
che molti giorni fa
ero malato e pallido
tanto da non dormire
mentre morivano tutte
le mie speranze,
con le mie notti in bianco,
tanto tristi e desolanti
che non sanno nemmeno dove
il futuro incombe.    

 

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De noche cuando pongo
mis sienes en la almohada,
y hacia otro mundo quiero
mi espíritu volver,
camino mucho, mucho
y al fin de la jornada
las formas de mi madre
se pierden en la nada,
y tú de nuevo vuelves
en mi alma a aparecer.

 

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La notte, quando appoggio
la fronte sul cuscino,
in un altro mondo voglio
che il mio spirito ritorni,
cammino modo molto, molto
e alla fine della giornata
l’immagine di mia madre
si perde nel nulla,
e tu di nuovo torni ad essere
ad apparire nella mia anima

 

 

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Comprendo que tus besos
jamás han de ser míos;
comprendo que en tus ojos
no me he de ver jamás;
y te amo, y en mis locos
y ardientes desvaríos
bendigo tus desdenes,
adoro tus desvíos,
y en vez de amarte menos
te quiero mucho más.

 

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Capisco che i tuoi baci
non sono sempre per me
capisco che nei tuoi occhi
non posso vedermi sempre,
io ti amo, e nelle mie follie
e nei vulcanici deliri 
benedico il tuo disprezzo,
adoro i tuoi vaneggiamenti
e invece di amarti di meno

io ti amo molto di più.  

 

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A veces pienso en darte
mi eterna despedida,
borrarte en mis recuerdos
y huir de esta pasión;
mas si es en vano todo
y mi alma no te olvida,
¡qué quieres tú que yo haga
pedazo de mi vida;
qué quieres tú que yo haga
con este corazón! 

 

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A volte penso a darti
il mio eterno addio
cancellarti dai miei ricordi
e sfuggire da questa passione,
ma tutto cio è invano
la mia anima, non ti dimentica,
cosa vuoi che io faccia
amore della mia vita,
cosa vuoi che io faccia

con questo mio cuore!

 

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Y luego que ya estaba
concluido el santuario,
la lámpara encendida
tu velo en el altar,
el sol de la mañana
detrás del campanario,
chispeando las antorchas,
humeando el incensario,
y abierta allá a lo lejos
la puerta del hogar…

 

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E poi era già
concluso il santuario,
la lampada accesa
il tuo velo sull’altare,
il sole del mattino
dietro la campana,
coi fuochi di artificio,
l’incensario fumante,
e già lì aperta
la porta focolare … 

 

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¡Que hermoso hubiera sido
vivir bajo aquel techo.
los dos unidos siempre
y amándonos los dos;
tú siempre enamorada,
yo siempre satisfecho,
los dos, un alma sola,
los dos, un solo pecho,
y en medio de nosotros
mi madre como un Díos!

 

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Come bello sarebbe stato
vivere sotto lo stesso tetto.
noi due uniti per sempre
amandoci,
tu sempre innamorata,
io sempre soddisfatto,
noi due, una sola anima,
e in mezzo a noi due,

mia madre come un Dios!

 

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¡Figúrate qué hermosas
las horas de la vida!
¡Qué dulce y bello el viaje
por una tierra así!
Y yo soñaba en eso,
mi santa prometida,
y al delirar en eso
con alma estremecida,
pensaba yo en ser bueno
por ti, no más por ti.  

 

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Immagina quanto belle sono
le ore della vita!
Come dolce e bellissimo è il viaggio
attraverso una terra così!
E ho sognato che,
con la mia santa promessa,
delirando in essa
con l’anima scossa ,
ho pensato di essere buono
per te, e non abbastanza. 

 

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Bien sabe Díos que ése era
mi más hermoso sueño,
mi afán y mi esperanza,
mi dicha y mi placer;
¡bien sabe Díos que en nada
cifraba yo mi empeño,
sino en amarte mucho
en el hogar risueño
que me envolvió en sus besos
cuando me vio nacer!

 

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Dio sa che questo è stato
il mio sogno più bello,
il mio desiderio e la mia speranza,
la mia gioia e il mio piacere,
Dio sa che nessuno
annotava I miei sforzi,
di tanto amore
e nel focolare ridendo
ho avvolto i suoi baci
quando sono nato!  

 

 

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Esa era mi esperanza…
mas ya que a sus fulgores
se opone el hondo abismo
que existe entre los dos,
¡adiós por la última vez,
amor de mis amores;
la luz de mis tinieblas,
la esencia de mis flores,
mi mira de poeta,
mi juventud, adiós!

 

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Questa era la mia speranza …
ma dato che la sua brillantezza
si oppone al profondo abisso
che esiste tra noi due,
addio per l’ultima volta,
amore della mia vita,
la luce della mia oscurità,
l’essenza dei miei fiori,
il mio sguardo da poeta,
la mia giovinezza, addio!  

 

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 Un Abbraccio a Presto Angelo Mangiapane e Carla G. Colotti      

 

 

 

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dettaglio

 

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la via del tango el tango poeta 4

Angelo Mangiapane La Via del Tango

 

EL TANGO POETA

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Il Tango secondo Jorge Luis Borges

non è un semplice ballo: Il Tango è Poesia 

 

è pura passione, uno stato di vita che fonde il sangre caliente dei latini con la nostalgia di quelle terre lontane.

I testi stessi dei tanghi assurgono a poesie, i ballerini sono già arte con la loro sensualità, con i loro vestiti e le loro scarpe.

 

Le gambe s’allacciano, gli sguardi si fondono, i corpi si amalgamano e si lasciano incantare, incatenare 

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in un grande abbraccio intimo intenso e profondo per conquistarti il cuore.

 

El Tango Poeta è un abbraccio magico dal quale è difficile liberarsi.


E sono funi e nodi di vecchi marinai, corde tese che vibrano nel cuore. 

 

 

“Che la cultura serva come linguaggio, che la cultura serva come strumento d’intesa, è per noi molto importante” ha sottolineato il ministro argentino della Cultura, Hernán Lombardi.

 

EL TANGO POETA
EL TANGO POETA

 

 

Jorge Luis Borges 

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fu un cantore appassionato di Tango, come si può apprezzare in questi versi:

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IL TANGO [ EL TANGO POETA ]

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Dove saranno? chiede l’elegia
Di quelli che non sono, come se
Vi fosse una ragione dove l’Ieri
Potesse essere Oggi, Ancora e Sempre.

 

Dove saranno (io ripeto) i teppisti
Che fondarono in polverose strade
Di terra o in dimenticati villaggi
La setta del coltello e del coraggio?

 

Dove saranno quelli che passarono
Lasciando all’epopea un episodio,
Una favola al tempo, e che senz’odio,
Senza guadagno o amore si assalirono?

 

Li cerco nella leggenda, nell’ultima
Brace che, a modo d’una vaga rosa,
Serba qualcosa di quei coraggiosi
Dei Corrales e di Balvanera.

 

Quali vicoli oscuri o che deserto
Nell’altro mondo abiterà la dura
Ombra di quegli ch’era un’ombra oscura,
Juan Muraña, il coltello di Palermo?

 

E quell’Iberra fatale (che i santi
Lo perdonino) che ammazzò su un ponte
Il Ñato suo fratello, che ne aveva
Uccisi più di lui, saldando i conti?

 

Una mitologia di pugnali
Lentamente si annulla nell’oblio;
Una canzone di gesta s’è persa
In sordide notizie poliziesche.

 

Un’altra brace, incandescente rosa,
E’ nella cenere che li tramanda;
Son lì i superbi gli accoltellatori
E il peso della daga silenziosa.

 

Benché la daga ostile o un’altra lama,
Il tempo, li abbiano spenti nel fango,
Oggi, di là dal tempo e dall’infausta
Morte, quei morti vivono nel tango.

 

Nella musica stanno, nelle corde
Della chitarra dal suono ostinato
Che trama nella milonga felice
La festa e l’innocenza del coraggio.

 

Gira nel vuoto la dorata ruota
Di cavalli e leoni, e odo l’eco
Dei vecchi tanghi di Arolas e Greco
Che vidi già ballare sulla strada

 

In un istante che emerge isolato,
Senza prima né poi, contro l’oblio,
Ed ha il sapore di ciò ch’è perduto,
Di quanto è stato perso e ritrovato.

 

In quegli accordi sono antiche cose:
L’altro cortile e l’intravista pergola
(Dietro le sue pareti sospettose
Il Sud serba un pugnale e una chitarra).

 

Questa raffica o sortilegio, il tango,
Gli affaticati anni sfida; e l’uomo,
Fatto di polvere e di tempo, dura
Meno della leggera melodia

 

Che è solo tempo. Il tango crea un confuso
Irreale passato, forse vero,
Un assurdo ricordo d’esser morto,
Battendomi, a un cantone del sobborgo.

 

E ancora, sempre di Borges:

 

Senza vergogna, spigliato
guardavi in faccia e fiero
tango che fosti la gioia
d’esser uomo per davvero.
Tango che fosti felice
come sono stato anch’io
secondo quanto mi narra
il ricordo o l’oblio.

 

 

la via del tango borges 3

 El Tango Poeta

 

 

Guarda il Video con la poesia di

El Tango –  Jorge Luis Borges

 

 

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EL TANGO POETA 

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El tango ( Spagnolo)

¿Dónde estarán?, pregunta la elegía
de quienes ya no son, como si hubiera
una región en que el Ayer pudiera
ser el Hoy, el Aún y el Todavía.

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¿Dónde estará (repito) el malevaje
que fundó, en polvorientos callejones
de tierra o en perdidas poblaciones,
la secta del cuchillo y del coraje?

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¿Dónde estarán aquellos que pasaron,
dejando a la epopeya un episodio,
una fábula al tiempo, y que sin odio,
lucro o pasión de amor se acuchillaron?

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Los busco en su leyenda, en la postrera
brasa que, a modo de una vaga rosa,
guarda algo de esa chusma valerosa
de los Corrales y de Balvanera.

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¿Qué oscuros callejones o qué yermo
del otro mundo habitará la dura
sombra de aquel que era una sombra oscura,
Muraña, ese cuchillo de Palermo?

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¿Y ese Iberra fatal (de quien los santos
se apiaden) que en un puente de la vía,
mató a su hermano el Ñato, que debía
más muertes que él, y así igualó los tantos?

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Una mitología de puñales
lentamente se anula en el olvido;
una canción de gesta se ha perdido
en sórdidas noticias policiales.

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Hay otra brasa, otra candente rosa
de la ceniza que los guarda enteros;
ahí están los soberbios cuchilleros
y el peso de la daga silenciosa.

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Aunque la daga hostil o esa otra daga,
el tiempo, los perdieron en el fango,
hoy, más allá del tiempo y de la aciaga
muerte, esos muertos viven en el tango.

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En la música están, en el cordaje
de la terca guitarra trabajosa,
que trama en la milonga venturosa
la fiesta y la inocencia del coraje.

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Gira en el hueco la amarilla rueda
de caballos y leones, y oigo el eco
de esos tangos de Arolas y de Greco
que yo he visto bailar en la vereda,
en un instante que hoy emerge aislado,
sin antes ni después, contra el olvido,
y que tiene el sabor de lo perdido,
de lo perdido y lo recuperado.

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En los acordes hay antiguas cosas:
el otro patio y la entrevista parra.
(Detrás de las paredes recelosas
el Sur guarda un puñal y una guitarra.)
Esa ráfaga, el tango, esa diablura,
los atareados años desafía;
hecho de polvo y tiempo, el hombre dura
menos que la liviana melodía,
que sólo es tiempo. El tango crea un turbio
pasado irreal que de algún modo es cierto,
un recuerdo imposible de haber muerto
peleando, en una esquina del suburbio.

 

 

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dettaglio

 

 

 

Angelo Mangiapane La Via del Tango EL TANGO POETA