Corpi in un Tango Argentino

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Si era seduta al lato opposto della panchina, tra loro, abbastanza spazio perché qualcun altro potesse accomodarsi.

Tra loro, un fantasma riempiva quel vuoto e li divideva; lei non voleva toccarlo, non voleva sentire il calore del suo corpo.

Non voleva evocare sensazioni che, con tanta fatica, aveva soffocato da tempo.

 

Entrambi parlavano evitando di guardarsi.

 

Parlavano come fossero soli.

 

Guardavano il fiume.
La musica era così lontana, che parve uscire da un sogno, ad un tratto…forse un ricordo, che si faceva strada tra i veli di malinconia che avvolgevano la loro mente.

 

All’inizio…

 

Ma no, non stavano sognando.
Una piccolo gruppo di musicisti di strada stava suonando.

Un tango…

Ora la musica era più vicina.
Si fermarono a poche decine di metri, in una piccola piazza che si affacciava sul fiume. Lei sentiva la malinconia delle note, fondersi con la sua.

Giro’ lentamente la testa verso di lui e lo scopri’ a guardarla.

Come allora…

.
Il cuore straripo’ cancellando gli argini della ragione.

.

 

la via del tango

 

 

 

Distolse lo sguardo e respiro’ a fondo, cercando di rallentarne i battiti.

 

Prepotenti, i ricordi, premevano per sconvolgere ancora una volta i suoi sensi.

Lottava per spingerli di nuovo in fondo ma, quella musica, che tanto amava, la tradiva, togliendole forza!

Immagino’ il corpo di lui che si avvicinava al suo, che la stringeva ancora in quel ballo inebriante.

Lo vide di nuovo, nudo, scendere sopra il suo, la sua pelle sudata, il suo alito sul viso…

 

E senti all’improvviso la mano, sulla sua.

 

 

Senti’ una scossa attraversare violenta il suo braccio, sfondare senza riguardo i muri del cuore ed esplodere dentro la testa.

La sua volontà svaniva, penso’ di fuggire, ma il suo corpo, docile, segui’ lui sulla strada e, come allora, strinse quella mano come fosse l’unico appiglio alla vita.

Lui si fermo’, comincio’ a muovere lentamente il corpo accordandolo con il ritmo della musica, lei, con gli occhi chiusi, “sentiva” ogni movimento, anche il più impercettibile, del corpo di lui, attraverso le braccia , le sue mani…

 

Si abbandono’ totalmente, come in un dormiveglia…le gambe si muovevano senza alcun comando da parte sua, parevano guidate dalla volontà, dalla mente di lui.

Dopo qualche passo’ la fece girare intorno a lui; ebbe per un attimo la sensazione che l’unica cosa possibile, l’unica cosa che avesse un senso, fosse questa.

 

 

Girare intorno a lui, alla sua vita.
Lui, con un gesto deciso, l’attiro’ a se’ in un abbraccio.

 

 

La sua bocca, così vicina al collo di lui, quasi da sentirne il sapore, i muscoli tesi, sotto i suoi baci…ricordava…

 

Era ubriaca, aveva dimenticato il suo corpo, che si muoveva fluido sotto i comandi del corpo di lui.

 

 

Le sue gambe la toccavano a tratti , il suo braccio, forte e deciso, la stringeva…ora i respiri perfettamente accordati, come fossero uno.
Non distingueva più le sensazioni evocate dal ricordo e la realtà del momento…

 

 

Tutte si fondevano e confondevano tra loro.  

 

 

 

la via del tango poesia

 

 

Ed i sensi, sempre più violenti, un energia avvolgente la spingeva sempre più a cercare il contatto con quel corpo desiderato…
Il piede di lei, insicuro su quei tacchi troppo alti, si sollevo’ lentamente da terra, dolcemente comincio’ a scivolare, accarezzando con passione, prima la caviglia di lui, poi salendo, il polpaccio, il duro muscolo della coscia contro la sua…

 

 

Un brivido le attraverso’ la schiena…

 

 

Apri’ la gamba e la lascio cadere lentamente tra le gambe di lui, il quale, con un gesto sicuro, la riattiro’ al suo petto.

 

Di nuovo, l’odore del suo corpo.

 

Lui tremo’, sentendo l’alito caldo di lei e le sue labbra sfiorargli l’orecchio.

Appoggio’ la bocca tra i suoi capelli.

 

 

I loro corpi, aderenti, si muovevano all’unisono, come in un amplesso.

Non erano più li’.

 

 

L’unico elemento reale che rimaneva era quella musica.

Malinconica, dolcissima, appassionata.

La voce raccontava una storia triste, di amore, di dolore, passione che non vuole spegnersi.

 

Il tango nasce così… Vive così. Di male d’amore.

 

Continuarono così, nessuno dei due avrebbe saputo dire per quanto tempo, se solo per un pezzo, o per cento…

Fino a che, la musica cesso’, la gente piano piano, andò via, ma loro ancora li’, in quella strada, sopra quel fiume, in quell’abbraccio che non voleva finire.

Forse era l’ultimo. Forse.

 

Gli strumenti, silenziosi, tornavano sazi dentro le loro custodie, ma il loro suono, ancora sussurrava alle orecchie dei due amanti, che con struggente dolcezza, continuavano nel loro gioco di abbracci e di carezze.

 

I loro corpi, ancora nel letto, nudi, caldi e frementi, loro no, non ancora sazi…

 

E. Tramontana

 

 

Una Risposta

  1. maria lucia cillo

    tango trasmette emozioni