[VIDEO] Le Parole dell’Abbraccio Intimo Intenso e Profondo

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Ogni Storia nasconde un Segreto….  

 

Il Segreto della Storia del Tango è l’Abbraccio, Intimo Intenso e Profondo per Conquistarti il Cuore, le Sospensioni, le Pause.    

 

la via del tango un abbraccio intimo intenso e profondo

 

La T di Tango, è la T di Troilo con il suo bandoneón, è quel modo di utilizzare tutta l’Ampiezza di quel Mantice e di Richiuderlo, come un’Abbraccio. 
 

 

E’ questa la Grandezza del Segreto.     
 

 

 
Questo Segreto è Espresso in questo Video.   
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 Per Vedere il Video Clicca su Play e alza a palla l’Audio
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Un Video che forse è sfuggito a molti Tangueros…    
 
 
Tu dici Tango e…. dici Abbraccio    
 
 

Il Tango è Abbraccio, non esiste Tango senza Abbraccio Intimo Intenso e Profondo   

 

 

 
Il Video che stai per Vedere è Controverso.  
 
 
Durante il Video si parla di Abbraccio nel Tango così denso da Parlare al Cuore. 
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Due Anime si incontrano per fondersi. Il tuo seno e il suo cuore vibrano insieme.    
 
 
Come il Bandoneón e il Violino, che irradiano un grande piacere alternandosi nel segnare il compas del corazon o la melodia, per poi unirsi, nel finale, a tutta l’orchestra.  
 
Ho Intervistato il Musicalizador Francesco El Actor  internazionale .
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 la via del tango francesco el actor
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L’Intervento di Francesco El Actor contiene Scioccanti Rivelazioni.  
 

 

Non è Raro vedere come ogni Tango è un atto Speciale Intimamente condiviso.   
 

 

Guarda il Video Ora su La Via del Tango   
 
 
Scopriamo allora cosa ci riserva  Francesco El Actor
 
 
 
 
 
angelo mangiapane carla colotti la via del tango

 Autori de La Via del Tango – Angelo Mangiapane e Carla G. Colotti 

 

 

Corpi in un Tango Argentino

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Si era seduta al lato opposto della panchina, tra loro, abbastanza spazio perché qualcun altro potesse accomodarsi.

Tra loro, un fantasma riempiva quel vuoto e li divideva; lei non voleva toccarlo, non voleva sentire il calore del suo corpo.

Non voleva evocare sensazioni che, con tanta fatica, aveva soffocato da tempo.

 

Entrambi parlavano evitando di guardarsi.

 

Parlavano come fossero soli.

 

Guardavano il fiume.
La musica era così lontana, che parve uscire da un sogno, ad un tratto…forse un ricordo, che si faceva strada tra i veli di malinconia che avvolgevano la loro mente.

 

All’inizio…

 

Ma no, non stavano sognando.
Una piccolo gruppo di musicisti di strada stava suonando.

Un tango…

Ora la musica era più vicina.
Si fermarono a poche decine di metri, in una piccola piazza che si affacciava sul fiume. Lei sentiva la malinconia delle note, fondersi con la sua.

Giro’ lentamente la testa verso di lui e lo scopri’ a guardarla.

Come allora…

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Il cuore straripo’ cancellando gli argini della ragione.

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la via del tango

 

 

 

Distolse lo sguardo e respiro’ a fondo, cercando di rallentarne i battiti.

 

Prepotenti, i ricordi, premevano per sconvolgere ancora una volta i suoi sensi.

Lottava per spingerli di nuovo in fondo ma, quella musica, che tanto amava, la tradiva, togliendole forza!

Immagino’ il corpo di lui che si avvicinava al suo, che la stringeva ancora in quel ballo inebriante.

Lo vide di nuovo, nudo, scendere sopra il suo, la sua pelle sudata, il suo alito sul viso…

 

E senti all’improvviso la mano, sulla sua.

 

 

Senti’ una scossa attraversare violenta il suo braccio, sfondare senza riguardo i muri del cuore ed esplodere dentro la testa.

La sua volontà svaniva, penso’ di fuggire, ma il suo corpo, docile, segui’ lui sulla strada e, come allora, strinse quella mano come fosse l’unico appiglio alla vita.

Lui si fermo’, comincio’ a muovere lentamente il corpo accordandolo con il ritmo della musica, lei, con gli occhi chiusi, “sentiva” ogni movimento, anche il più impercettibile, del corpo di lui, attraverso le braccia , le sue mani…

 

Si abbandono’ totalmente, come in un dormiveglia…le gambe si muovevano senza alcun comando da parte sua, parevano guidate dalla volontà, dalla mente di lui.

Dopo qualche passo’ la fece girare intorno a lui; ebbe per un attimo la sensazione che l’unica cosa possibile, l’unica cosa che avesse un senso, fosse questa.

 

 

Girare intorno a lui, alla sua vita.
Lui, con un gesto deciso, l’attiro’ a se’ in un abbraccio.

 

 

La sua bocca, così vicina al collo di lui, quasi da sentirne il sapore, i muscoli tesi, sotto i suoi baci…ricordava…

 

Era ubriaca, aveva dimenticato il suo corpo, che si muoveva fluido sotto i comandi del corpo di lui.

 

 

Le sue gambe la toccavano a tratti , il suo braccio, forte e deciso, la stringeva…ora i respiri perfettamente accordati, come fossero uno.
Non distingueva più le sensazioni evocate dal ricordo e la realtà del momento…

 

 

Tutte si fondevano e confondevano tra loro.  

 

 

 

la via del tango poesia

 

 

Ed i sensi, sempre più violenti, un energia avvolgente la spingeva sempre più a cercare il contatto con quel corpo desiderato…
Il piede di lei, insicuro su quei tacchi troppo alti, si sollevo’ lentamente da terra, dolcemente comincio’ a scivolare, accarezzando con passione, prima la caviglia di lui, poi salendo, il polpaccio, il duro muscolo della coscia contro la sua…

 

 

Un brivido le attraverso’ la schiena…

 

 

Apri’ la gamba e la lascio cadere lentamente tra le gambe di lui, il quale, con un gesto sicuro, la riattiro’ al suo petto.

 

Di nuovo, l’odore del suo corpo.

 

Lui tremo’, sentendo l’alito caldo di lei e le sue labbra sfiorargli l’orecchio.

Appoggio’ la bocca tra i suoi capelli.

 

 

I loro corpi, aderenti, si muovevano all’unisono, come in un amplesso.

Non erano più li’.

 

 

L’unico elemento reale che rimaneva era quella musica.

Malinconica, dolcissima, appassionata.

La voce raccontava una storia triste, di amore, di dolore, passione che non vuole spegnersi.

 

Il tango nasce così… Vive così. Di male d’amore.

 

Continuarono così, nessuno dei due avrebbe saputo dire per quanto tempo, se solo per un pezzo, o per cento…

Fino a che, la musica cesso’, la gente piano piano, andò via, ma loro ancora li’, in quella strada, sopra quel fiume, in quell’abbraccio che non voleva finire.

Forse era l’ultimo. Forse.

 

Gli strumenti, silenziosi, tornavano sazi dentro le loro custodie, ma il loro suono, ancora sussurrava alle orecchie dei due amanti, che con struggente dolcezza, continuavano nel loro gioco di abbracci e di carezze.

 

I loro corpi, ancora nel letto, nudi, caldi e frementi, loro no, non ancora sazi…

 

E. Tramontana

 

 

Miguel Angel Zotto y Daiana Guspero Per La Via del Tango

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 😉

Miguel Angel Zotto y Daiana Guspero Per La Via del Tango è…. Amore a Prima Vista!

 

Siamo Stati Coinvolti ed Emozionati …  !

è Stato Bellissimo 

 

Miguel Angel Zotto Dice: «Il tango è come l’amore Nasce dal rapporto di coppia»

e noi de La Via del Tango Scegliamo di Amare 🙂

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Ma quello che forse tu non sai è che… 

a la Via del Tangoè accaduto qualcosa di Straordinario. 

Un’emozione unica, che voglio rivivere con te.

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E questa Sorpresa Devi assolutamente Vederla 🙂

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miguel angel zotto la via del tango

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Chiunque di noi avrà sentito dire che Miguel Angel Zotto è “uno dei tre massimi ballerini di tango del secolo”

è risaputa  l’eleganza, la sensualità e la seduzione delle sue coreografie

Miguel Angel Zotto y Daiana Guspero, riescono continuamente a coinvolgere ed emozionare in modo molto naturale qualcosa che sento dentro … forse la mia Anima ?

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Quante volte ti sei trovato a dire :

Se avessi la possibilità di conoscerlo ! 

 

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Ballerino, Coreografo, Regista

Miguel Angel Zotto y Daiana Guspero  

La Via del Tango

 

miguel angel zotto daiana guspero angelo mangiapane

 

Breve Biografia ( scritta da La Via del Tango

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Miguel Angel Zotto nasce il 7 Agosto 1958 a Vicente López, Buenos Aires.
Proviene da una genuina famiglia “tanguera”, con radici popolari.
Cresce ascoltando tango con il nonno, che era un ballerino, e con il padre che era ballerino e attore. è un ballerino argentino, eletto tra i tre più grandi ballerini di tango di tutti i tempi.

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Proveniente da una famiglia di immigrati italiani in Argentina dal paesino lucano di Campomaggiore.

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Solo a diciassette anni inizia a studiare il tango per farne la sua professione, il suo primo maestro fu Rodolfo Dinzel che dal 1979 lo segue nella sua scuola e lo porta a ballare nelle milongas di Buenos Aires fino al 1985.
Nel 1984 inizia ad insegnare tango alla “Belgrano University” di Buenos Aires, l’anno successivo entra nel professionismo grazie anche alla sua partecipazione a Broadway dove ha un ruolo in “Tango Argentino” di Segovia e Orezzoli, spettacolo con il quale gira il mondo.

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Nel 1988 fonda la “Tango x 2 Company”.

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Tango X2 ha ricevuto la nomination come miglior compagnia di ballo straniera del 2006 in Inghilterra e nell’aprile del 2000, viene eletto in Argentina come uno dei tre migliori ballerini di tango del secolo, e nel 2002 viene nominato “Accademico” dalla “National Tango Academy” di Buenos Aires.

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Miguel Ángel Zotto è uno dei miti viventi del tango con la sua compagnia: sette coppie di ballerini, sei musicisti, due cantanti (Elena Roger e Ricardo Marin) .

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Miguel Ángel Zottol è ormai un artista mondiale.

 

Miguel Angel Zotto y Daiana Guspero Per La Via del Tango

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Tutte Le Info le trovi sul suo Sito Ufficiale

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http://www.zottostudios.com
http://www.tangox2.com

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Informazioni di contatto

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bailandoconzotto@gmail.com | info@tangox2.com

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LA MIA PERSONALE ESPERIENZA

( Angelo Mangiapane de La Via del Tango)

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Miguel Ángel Zotto dice :

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BALLARE IL TANGO E’ UN ATTO D’AMORE 

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La Via del Tango condivide pienamente l’Affermazione 😉

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E TU COSI’ NON LO HAI MAI VISTO ?

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Non sò perchè sia toccato proprio a me ! 

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angelo mangiapane la via del tango
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Io Angelo Mangiapane, l’altro giorno, ho ricevuto a sorpresa un invito dal mio amico Francesco El Actor 

mi dice :  Angelo io vado a Milano alla Milonga Che Bailarin per lavoro, vieni con me? 

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” Andiamo da Miguel Angel Zotto y Daiana Guspero “


facebook.com/daiana.guspero

Spinto tra il voler stare tra le mie cose e la curiosità, mi sono detto tra me e me 

…. e chi se la fa’scappare un occasione cosi ghiotta 🙂

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Rispondo : ” Ok vengo !”

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angelo mangiapane la via del tango
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Insieme con Carla Colotti de La Via del Tango e Barbara Lazzarini ci avventuriamo nel viaggio.

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Manco a dirlo, la sera mentre osservo i tangueros ballare , si verifica qualcosa che non sò esprimere con parole adeguate.

Mi accorgo a sorpresa che Miguel Angel Zotto e sua moglie, sua compagna di ballo Daiana Guspero si alzano dal loro tavolino, nel quale erano comodamente seduti, e ballano in pista tra le persone.

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Tre secondi dopo non capisco più nulla, avverto una luminosità quasi insostenibile e un desiderio ardente di accendere la mia fedele compagna, la telecamera, pieno di gioia, mi pizzico le natiche ... è tutto vero !!!

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Sta capitando proprio me 🙂

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guarda il video 

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Un Esponete Importante del tango, Miguel Angel Zotto; il tango argentino un bene culturale di immenso prestigio, un Tesoro di meravigliosa Bellezza e noi lo abbiamo qui a Milano a portata di mano.

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….Ma ci Pensi !? 

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l’ho visto, con i miei occhi, eccezionalente ballare nella sua Milonga “Che Bailarin” sulla Regia Musicale curata da Francesco El Actor,  calamitato da un atmosfera nuova, sono rimasto sospeso tra sogno e realtà.

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Francesco El Actor è sicuramente tra i musicalizador che sanno ascoltare l’energia che si sprigiona dalla pista quando la gente balla

e la bellezza dei suoi brani musicali hanno affascinato evidentemente anche  Miguel Angel Zotto y Daiana Guspero

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CHE SORPRESA ….!!!

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che magica emozione osservare un autentico talento, Miguel Angel Zotto y Daiana Guspero, ballare sui brani scelti e selezionati da Francesco El Actor, quella atmosfera era qualcosa che non avevo mai provato.

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L’ho incontrato. Ho fatto …due chiacchiere con Miguel Angel Zotto, ne sono stato coinvolto.

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Voglio raccontarti ciò che mi è avvenuto, con un video

Non vorrai  mica perdertelo ?

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Guarda il Video ora

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…. e ancora non è finta 

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BALLARE IL TANGO E’ UN ATTO D’AMORE 

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EL CUMPLE DEL PAPA FRANCESCO!

17 Dicembre 2013.

 

 

angelo mangiapane la via del tango
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Per me e’ stato un anno speciale, tra alti e bassi ringrazio di quello che ho avuto.

I Protagonisti de La Via del Tango, Angelo Mangiapane e Carla Colotti 

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angelo mangiapane la via del tango

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hanno ricevuto a sorpresa una piccola favola … ricca di magica emozione.

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Un sogno che ha portato nell’aria un profumo speciale e coinvolgente, un sogno che espande la mia Visione, nella meraviglia, nella gratitudine, nell’estasi, che rende il mio stato d’animo fluido, gioioso, una forza vitale di ispirazione.

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Il Sogno si è mostrato e si è Espresso con il viaggio a Roma!

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Un contesto nel quale sia Papa Francesco che Miguel Angel Zotto hanno mostrato la parte migliore di me stesso,e mi sono reso conto di essere mille volte meglio di quanto credevo su me stesso. 

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angelo mangiapane la via del tango

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Lo devo a queste due Persone Carismatiche che hanno contribuito a questa nobile missione a cui mi sto dedicando.

Insieme a Carla Colotti, io Angelo Mangiapane ho aperto gli occhi e ho visto il Capolavoro


Abbiamo visto a Roma Un compleanno d’eccezione per il Santo Papa Francesco! … 

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all’Auditorium in via della Conciliazione i| 17 dicembre 2013, abbiamo assistito ad un evento internazionale di tango argentino in omaggio al compleanno di Papa Francesco .

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E’ stata una imperdibile occasione!

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Tango por Dos, di Miguel Angel Zotto e Daiana Guspero si sono esibiti, sulle musiche dal vivo della orchestra Hyperion Ensemble, alla Città del Vaticano.

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Per il 77esimo compleanno di Papa Francesco, Miguel Angel Zotto e Daiana Guspero, e tutta la compagnia Tango x 2, con la disinvoltura di chi il Tango Argentino gli scorre nelle vene, hanno regalato al Santo Papa e a noi Amanti del Tango (me compreso), LO SPETTACOLO ( scritto a lettere maiuscole) a pochi metri dal Vaticano. 

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Il 17 dicembre all’Auditorium della Conciliazione, l’incasso è stato devoluto in beneficenza.

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angelo mangiapane la via del tango

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Ho Sbarrato gli Occhi dalla Sorpresa …!!

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Sobbalzavo sulla poltroncina, avevo il cuore che batteva a mille, avrei voluto mettermi a urlare ” Bravissimi ” , chiedere se era vero che ero proprio li !!! 

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poi le mie mani hanno iniziato ad applaudire insieme a quelle di tutti … eravamo tantissimi 

Grande Zotto, non sò esprimere a parole …. 

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Che Grande emozione!!! Indimenticabile ed indescrivibile.

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angelo mangiapane la via del tango

Ora, la risposta che Ti aspetti alla tua domanda.. 

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Ma dove si trova La Milonga Che Bailarin ?

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MILONGA CHE BAILARIN! MIGUEL ZOTTO STUDIOS

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Indirizzo

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c/o Zotto Studios Milano – Che Bailarin Società Sportivo Dilettantistica

via Giacomo Watt 5 – Milano (MI)

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Contatti

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Telefono per informazioni: 334 98 37 399

Telefono prenotazioni: 334 98 37 399

Sito: www.zottostudios.com

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© ANGELO MANGIAPANE CAFFEINA WOODOO MARKETING – MARKETING E COMUNICAZIONE

Segui Angelo Mangiapane su Google+

angelomangiapane@gmail.com

 

video  realizzato da Angelo Mangiapane 
© ANGELO MANGIAPANE CAFFEINA WOODOO MARKETING – MARKETING E COMUNICAZIONE 

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La Via Del Tango e Francisco Canaro Pirincho

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😉

 

FRANCISCO CANARO: BIOGRAFIA

F. Canaro
da Nestor Pinson e Julio Nudler
Violinista, direttore d’orchestra e compositore
(26 novembre 1888 – 14 dicembre 1964)
Nickname: Pirincho

 

La Via del Tango ricorda un genio della musica e un buonissimo imprenditore di se stesso

 

La Via Del Tango e Francisco Canaro Pirincho

La Via Del Tango e Francisco Canaro Pirincho

La Via Del Tango e Francisco Canaro Pirincho

 

 

FRANCISCO CANARO
Biografia (26-11-1888 -14-12-1964)

 

La Via Del Tango e Francisco Canaro

 

La Via Del Tango e Francisco Canaro Pirincho

 

Nella Buenos Aires di fine ottocento la musica era essenzialmente musica suonata in strada con strumenti trasportabili tipo chitarra, flauto, tamburi, di chiara matrice nera, in particolare congolese, con un ritmi ripetitivi ed ossessivi.
La “Guardia Vieja” nel 1900-1930 ha guidato l’evoluzione musicale dai ritmici habanera, canyengue e milonga nera verso gli albori del tango con ritmo più lento e molta melodia e ricchezza strutturale.
Mitici nomi come Angel Villoldo e Roberto Firpo che condiva le sue melodie con sincopati, uno stile allora chiamato “tango-canyengue”, proseguendo poi con Francisco Canaro che sembra sia stato l’inventore del nuovo ritmo “el cuatro”, fino a Julio De Caro che completa il passaggio ad un nuovo panorama musicale dove al ritmo si unisce una profonda melodia e potenza sinfonica tipica della tradizione culturale degli emigrati Italiani ed europei in generale.
In questi anni si assiste ad altri cambiamenti, in particolare cambiano gli strumenti del tango

nasce la “orchestra tipica”

concepita dal bandoneonista Vicente Greco che suonerà con Canaro, composta da 2 violini, 2 bandoneon, 1 pianoforte, 1 contrabbasso.

 

La Via Del Tango e Francisco Canaro 2

 

Angelo Mangiapane de La Via del Tango rimane incantato dalla figura travolgente del grande musicista Francisco Canaro Pirincho.

 

 

Altro nome mitico di questa stagione è ovviamente Carlos Gardel che con “Mi noche triste” nel 1917 inventando di fatto il “tango cancion” venendo dalla tradizione dei “pajadores” che improvvisavano nelle sfide con le loro chitarre.

In assenza di impianti di amplificazione i cantanti non potevano esercitare in una sala da ballo, allora Canaro nel 1924 introduce gli “estribillista”, che cantava solo il ritornello.
Il tango è una musica più strutturata con repertorio ritmico esteso pur mantenendo molti degli elementi originari della tradizione africana quali gli ‘arrastre’, traducibile in ‘passi strascicati’ un ritmo basso di chiara origine africana, suono da tamburi che si ripete, rimbomba e gorgoglia nella linea bassa e manda avanti la musica, ma anche inserendo nuovi schemi come la ‘sincopa’ in cui si accentua la parte debole della battuta liberando la fantasia del compositore.
Francisco Canaro, detto “El Pirincho” per i capelli ispidi e ritti come le piume di un uccello tipico di quelle zone, ma anche “El Kaiser” per il carattere molto duro, rimane comunque molto attaccato alla tradizione musicale di origine africana: nella sua versione di “Milonga sentimental” di Sebastian Piana 1931, inserisce una habanera, e tuttoggi le sue prime musiche sono fortemente gradite dai ballerini di canyengue.
Canaro nel 1916 strappa dalla orchestra di Firpo Leopold Thompson, famoso contrabbassista nero tra i fondatori del canyengue, che batteva le corde al ritmo del piano e bandoneon quale fosse un tamburo africano del Congo.
Non a caso la produzione di Canaro di “tango-milonga” è molto ampia e brillante.
Canaro ha una produzione sterminata di oltre 3700 temi nella sua lunga carriera, di origini poverissime, molto attento al guadagno fu uno dei fondatori della SIAE Argentina per i diritti degli autori.
Brani memorabili eseguiti dall’orchestra di Canaro sono tanti e svariati, ci piace però soffermarsi su uno dei primi successi “Sentimiento gaucho” in effetti successo storico per il giovane Canaro e fratello che vinsero nel 1924 un concorso lanciato dalla casa discografica Odeón, i concorrenti consegnavano le opere che poi venivano suonate tutte da una unica orchestra, che nel 1924 era quella di Roberto Firpo.

L’opera ebbe molto successo subito, scritto inizialmente come brano strumentale solo successivamente Juan Andrés Caruso ne scrisse le parole.
La più famosa canzone di Canaro “Poema” non è in realtà sua opera (Bianco-Melfi), fra i tanti suoi successi due dei più famosi sono “La ultima copa” (Caruso-Canaro) e “Madreselva” (Amadori-Canaro).

 

Francisco Canaro la via del tango
Nella sua enorme produzione grande rilievo hanno le milongue tra cui

“Milonga sentimental” e “Milonga de mis amores”.
Alcuni grandi cantores hanno collaborato con Canaro, come Roberto Maida e Ernesto Famà, ma anche donne come Nelly Omar (memorabile la sua interpretazione di “Sentimiento gaucho”).

 

 

 Biografia (26-11-1888 -14-12-1964)

 La Via Del Tango e Francisco Canaro Pirincho

Nacque il 26 novembre del 1888 a San José de Mayo, paese nella parte orientale dell’Uruguay, da Don Francisco Canaro, immigrante italiano, e Rafaela Gatto.
Canaro venne soprannominato “PIRINCHO” sin dalla nascita.

La levatrice, quando lo prese in braccio per la prima volta, vedendo tutti quei capelli e un ciuffetto ribelle esclamò:“Sembra un pirincho!” riferendosi ad un uccello, tipico della zona del Rio della Plata, caratteristico per il piumaggio arruffato.

La sua famiglia si trasferì presto a Buenos Aires, dove visse nelle “conventillos” (case di ringhiera abitate da famiglie numerose) in condizioni di estrema povertà. Fin da bambino fu costretto a fare parecchi lavori per potere affrontare i problemi economici e aiutare la sua famiglia numerosa (aveva 9 fratelli).

Ancor prima di compiere 10 anni faceva già lo strillone per strada vendendo quotidiani. Fece poi l’ imbianchino partecipando anche alla ristrutturazione della sede del Congreso de la Nación.

I suoi inizi si fondono con quelli della storia del tango, tanto che un programma radiofonico della metà degli anni ’50 inventò una frase che divenne famosa: ” De cuando Canaro ya tenía orquesta – Da quando Canaro aveva l’orchestra” per definire fatti molto vecchi.

Anche per la sua ricchezza nacque un detto popolare: ” Tiene más plata que Canaro – Ha più soldi di Canaro”, alludendo all’opulenza di qualcuno.

A proposito della sua grande ricchezza si racconta che mentre Canaro si trovava all’ippodromo con Gardel, quest’ultimo gli chiese 500 pesos per scommettere (una cifra enorme all’epoca), avvertendolo però che non glieli avrebbe restituiti :

” Yo soy pobre, y vos tenés toda la guita del país – Io sono povero, invece tu hai tutto il denaro del paese”.

Nei confronti di Canaro, anche Gardel si sentiva povero!

Da piccolo aveva un’inclinazione particolare per la musica, e anche una bella voce, tanto che nei cori dei figuranti di Carnevale faceva il cantante solista.

Ma, in verità, la sua vocazione musicale si realizzò grazie all’amicizia con un vicino, calzolaio di mestiere, “Don Chicho”, che abitava di fianco alla sua famiglia.

Don Chicho si dilettava a suonare la chitarra e avendo capito la sua forte inclinazione incominciò a dargli le prime nozioni di musica. Con dedizione e costanza Canaro imparò tutti gli accordi della chitarra e questo gli permise, in poco tempo, di poter accompagnare degli amici del quartiere che suonavano il mandolíno ed il violino. Arrivò ad acquisire una tale pratica di accompagnamento che spesso uscivano a fare serenate e a suonare nelle feste di famiglia, perché a quei tempi era proibito eseguire tango in pubblico.

 

francisco canaro la via del tango 3

 

Ma quello che veramente lo affascinava era il violino.

 

La Via Del Tango e Francisco Canaro Pirincho e il suo Violino 

 

Quando iniziò a lavorare in una fabbrica di lattine di olio, si costruì un violino improvvisato con uno dei contenitori che fabbricava.

Con un pezzo di legno fece il manico e si costruì anche l’archetto.

Con l’aiuto di un amico soprannominato “el tuerto baboso”, passò lunghe ore studiando con quello strumento e imparando vari pezzi facendosi un repertorio di tanghi, valzer e mazurche.

Il primo tango che imparò a suonare fu “El llorón”, e l’astuccio del violino glielo cucì sua mamma, con una bella fodera a forma di federa. Questo violino fatto in casa gli fu utile per incominciare a suonare e per imparare la cose principali, fino a quando potè comprarsi un violino vero.
Nell’anno 1906 debuttò, col suo gruppo tipico composto da violino, mandolíno e chitarra, in un paese della provincia di Buenos Aires, chiamato Ranchos, a 100 km dalla capitale, il trio era composto da Francisco Canaro al violino, Martín Arrevillaga al mandolíno e Rodolfo Duclós alla chitarra.

Ma quella avventura durò poco per due ragioni: la prima che il palco su cui si esibiva il trio dovette essere rinforzato con lastre di ferro per salvaguardarli dagli spari della gente; l’altra che a Canaro piacevano un po’ troppo le ragazze del locale, tanto che il proprietario cercò di dissuaderlo riferendogli che il protettore delle fanciulle aveva all’attivo diversi omicidi.
Vicente GrecoRitornato a Buenos Aires conobbe un fisarmonicista, Vicente Greco, colui che poco tempo dopo avrebbe attribuito il nome di “Orquesta Tipica” ai gruppi che suonavano tango e che ebbe una grande influenza su Canaro.
Era il 1908 e già appariva evidente che il futuro di Canaro sarebbe stato il tango.

 

La Via Del Tango e Francisco Canaro 3

 

 Angelo Mangiapane racconta la sua storia 

Si esibiva all’epoca nei numerosi cafè-concerto del quartiere “La Boca” e il suo nome cominciava ad essere conosciuto.
Nel 1910 si unisce al suo amico Greco e dopo varie tournèe cominciano finalmente ad avere il successo tanto desiderato.
Nel 1912 Canaro iniziò la sua carriera di compositore con i tanghi “Pinta Brava” e “Matasanos” (medicastro, riferito ai medici), quest’ultimo scritto su richiesta degli studenti di medicina laureandi, che il primo giorno di primavera organizzavano il cosiddetto ‘Ballo dell’internato’.
Durante uno di questi balli, quando fu scelto per suonare, Canaro prese la bacchetta da direttore d’orchestra per la prima volta.

 

La Via Del Tango e Francisco Canaro 5

La sua orchestra fu la prima ad essere ammessa nelle case aristocratiche dove il tango non era mai entrato.

Il suo stile musicale non si schierava con qualcuno in particolare, Canaro preferiva adattarsi ad ogni circostanza, trovando sempre il modo di mantenere il suo spazio senza rivaleggiare con altre stelle dell’ambiente musicale.
Nel 1928 Canaro Formò quindi un nuovo trio col bandoneonísta Pedro Polito ed il pianista José Martínez, questo trio divenne la base della prima orchestra “Pirincho”, a cui si unì Rafael Rinaldi come secondo violino e Leopoldo Thompson al contrabbasso. Canaro fu il pioniere che inserì un contrabbasso nell’orchestra di tango. All’inizio il gruppo si chiamò “Canaro-Martinez” e, a partire dal 1916, quando venne ingaggiato dal cabaret Montmartre, solo “Francisco Canaro”.
Durante la sua vita accumulò un tale numero di opere che a tutt’oggi si discute su quante siano effettivamente nate dalla sua ispirazione e di quante, invece, si sia appropriato in cambio di favori o denaro.

Ma come sostenne lo studioso dell’argomento Bruno Cespi, ” …. se anche Canaro avesse composto solo il cinque per cento di tutti i brani che ha firmato, sarebbe più che sufficiente per considerarlo un grande. “
Dal 1918 lottò per affermare i diritti d’autore, non riconosciuti all’epoca, fino a giungere alla creazione dell’attuale SADAIC (Sociedad Argentina De Autores y Compositores de Música), fondata nel 1935, la cui sede fu per altro edificata su terreni di proprietà dello stesso Canaro.

Nel 1917 e 1918 si associò al gruppo di Roberto Firpo per lavorare nel teatro Colón de Rosario, a Santa Fe, durante i carnevali. Entrambi i gruppi si unirono sotto il nome “Firpo-Canaro” e con i due maestri suonavano i migliori strumentisti dell’epoca.
Già nell’anno 1915 Canaro aveva cominciato a registrare. Il suo nome era uno dei più conosciuti del genere, non ci sono dati certi ma il numero delle sue registrazioni è superiore alle 3500.
Nel 1921, per animare il carnevale nell’ormai scomparso teatro Opera di Buenos Aires, radunò un’orchestra di 32 musicisti, una formazione musicale così numerosa per il tango non si era mai vista fino a quel momento.
Francisco Canaro con un estribillo

Nel 1924 concepì l’idea di inserire un cantante nell’orchestra, anche solo per intonare il ritornello (estribillo, breve tema centrale di ogni tango). Diede così inizio all’epoca degli “estribillistas” o “chansonniers”, il primo dei quali fu Roberto Diaz.

Nel 1925 andò a Parigi, dove il tango furoreggiava.

Lì c’erano, tra gli altri, Manuel Pizarro e i suoi fratelli, ciascuno con un’orchestra “Pizarro” e Canaro fece lo stesso con i suoi fratelli. Aveva portato con sé gli “estribillistas” Agustín Irusta e Roberto Fugazot, a questo duo si unì poi il pianista Lucio Demare formando un trio che avrebbe trionfato in Spagna e in altri paesi europei per più di dieci anni.
A Parigi presentò pure una canzonettista, Teresa Asprella, già residente in Francia.
Nel 1926 Canaro, libero da impegni di lavoro, compì un lungo viaggio in Italia, per incontrare la nonna Campana e visitare il paese delle sue origini, un piccolo paese sul Po in provincia di Rovigo, che combinazione, si chiama Canaro..
Canaro in Italia
Il viaggio iniziò da Torino, città che lo affascinò per l’architettura e per la laboriosità degli operai FIAT, ma che lo lasciò un po’ freddo per i rapporti umani; s’innamorò invece di Genova, del suo centro storico con i carruggi e della sua cucina, la pasta al pesto e la zuppa di pesce; rimase incantato ed in soggezione di fronte all’incanto di Roma “Ho cominciato a girarla con una curiosità inquieta, forse a causa della sua grandezza storica.

Roma mi ha messo soggezione, mi ha emozionato tanto”, venne poi conquistato dal calore di Napoli e dei napoletani “Credevo che niente potesse attenuare in me le emozioni di Roma.

Invece Napoli mi ha stregato con il suo Vesuvio fumante, la gente così vera e simpatica, il clima soave, la tarantella travolgente”.

Il tutto per arrivare finalmente a Ceraso, piccolo paesello difficilmente raggiungibile nel Salernitano, dove finalmente incontrò la nonna ottantaseienne.

Infine il viaggio di ritorno con tappe a Firenze e Pisa, dove rimase folgorato dalla famosa torre e da una piccola cappella con un’acustica molto particolare, dove l’eco sembrava ripetere ogni nota con quattro voci. Il suo viaggio proseguì per Bologna e Venezia, dove Francisco disse di aver avuto la sensazione di essere penetrato in una cartolina illustrata.

Infine arrivò a Milano che chiamò “piccola Parigi”.

C’è un aneddoto legato alla sua visita a Milano:
Canaro scopre un bel ristorante nella città vecchia, entra, si siede ad un tavolo ed al giovane cameriere ordina ridendo:
“Camariere, como me trovo a Milano voglio mangiare una bella milanesa autentica..”.
Dopo un po’ il cameriere torna al tavolo con le cotolette sul piatto.
“Maestro Canaro, ecco la milanese!“
Don Francisco è stupito.

Mentre cerca di capire come sia stato riconosciuto, la figlia del proprietario, una ragazza che assomiglia a Gina Lollobrigida, gli allunga foglio e matita per avere l’autografo.
Scopre poi che il cameriere aveva lavorato a Parigi in un locale dove Francisco Canaro era una celebrità.
Lo invita al tavolo ma il ragazzo non può. Si limita a rimanere lì accanto in piedi per qualche minuto dicendogli:
“Maestro, la sua musica è bellissima, è commovente.”
Francisco si alza dalla sedia e lo abbraccia. La gente seduta ai tavoli guarda quella scena con sorpresa.

Qualcuno dice:
“Dev’essere suo padre.”

 

La Via Del Tango e Francisco Canaro
Il ritorno in patria
Quando tornò in patria dopo due anni di assenza, c’erano già altre buone orchestre che incontravano il favore del pubblico, quindi Canaro decise di iniziare una lunga tournèe attraverso l’interno del paese per farsi conoscere in ogni angolo.

Poi, quando la radio cominciò a prendere piede, la sfruttò al punto da diventare la più grande stella dell’etere.
Il teatro musicale invece non fu una sua invenzione, ma tutte le riviste che produsse ebbero grande successo.

I suoi cantanti erano giovani attori, e alcuni di loro furono plasmati a tal punto da diventare “cantanti sinfonici”, utilizzati per le aperture o gli intermezzi, diretti dall’orchestra nel sottopalco.

Riprendeva antichi tanghi, ribattezzandoli e cambiandogli nome se modificava il testo.

Così, il suo tango sinfonico “PajaroAzul” nasceva dal precedente “Nueve puntos”, “Halcón negro”, del 1932, prima era “La llamada” e con l’aggiunta del testo divenne “Rosa de amor”.

Tentò anche di lanciare un nuovo ritmo il “tangón”, che non ebbe successo. Lo stesso fece con il “milongón”.

Il suo unico fallimento fu nel campo della cinematografia. Canaro fondò la casa di produzione “Rio della Plata” ma nessuno dei film che produsse ebbe successo, tanto che dovette sbarazzarsi della società.

Dal 1929 al 1938 ebbe una bellissima storia d’amore con la cantante Ada Falcòn, alla quale dedicò numerosi pezzi, tra cui “Te quiero”, e un vals,” Yo non sé qué me han hecho tus ojos”: nel cui titolo c’è l’amore che il grande musicista ebbe per lei, ma un amore ben diverso da quello della cantante che era vero fino alla follia, sincero, esclusivo, insospettabilmente drammatico.

La prima volta che si conobbero Ada aveva circa vent’anni, Francisco Canaro era prossimo ai quaranta ed aveva già sposato “la Francese”.

Dopo circa quattro anni cominciarono a frequentarsi e fu un amore felice, fino a quando Ada gli chiese di divorziare dalla moglie.

Pare che Francisco fosse d’accordo, ma volle consultare il suo avvocato per sapere cosa ne sarebbe stato di tutto il suo ingente patrimonio. “E’ semplice, metà a te e metà alla Francese”.

In quel momento Francisco Canaro capì e decise che non si sarebbe mai separato.

Un aneddoto racconta che durante una pausa delle prove d’orchestra, Ada è seduta sulle ginocchia di Canaro quando si spalanca la porta della sala. Entra “la Francese” infuriata, apre la borsetta, impugna una pistola, si avvicina alla coppia e la minaccia. Ada scappa di corsa e qualche giorno dopo manda a Francisco una lettera:” Io non canterò più per te”, non è ancora una lettera d’addio (per il momento), ma sicuramente una lettera di dimissioni.
Ada Falcòn a 37 anni sparì dalle scene, per rinchiudersi in un convento di un paesino della provincia di Còrdoba, Salsipuedes.

Nel 1956 pubblicò le sue memorie intitolate “Mis memorias”.
Tra le sue composizioni di successo ricordiamo “El chamuyo”, “El pollito”, “Charamusca”, “Mano brava”, “Nobleza de arrabal”, “La tablada”, “Destellos”, “El opio”, “Sentimiento gaucho”, “La última copa”, “Déjame”, “Envidia”, “Se dice de mí”, “La brisa”, “Madreselva”(inizialmente “La polla”) e “El tigre Millán”.

Una malattia rara, la malattia di Paget, lo portò alla morte il 14 dicembre 1964. Il suo patrimonio fu diviso equamente tra la moglie ufficiale, “la Francese”, e le sue figlie nate dalla relazione con una ragazza del coro di una delle sue riviste.

 

 

 

A Montevideo una strada porta il suo nome.
Fino ad oggi a Buenos Aires, nessun cinema, nessun teatro, nessuna strada lo ricorda e questo ci da lo spunto per dire che, documentandoci per questo post, abbiamo avuto l’impressione che Canaro sia stato sicuramente un genio della musica e un buonissimo imprenditore di se stesso, mentre sotto l’aspetto umano non sia stato altrettanto grande.

 

FRANCISCO CANARO : DISCOGRAFIA : (1922 – 1964)

 La Via Del Tango e Francisco Canaro Pirincho

Sentimiento Gaucho
(Musica: Rafael e Francisco Canaro
Letra: Juan Andrés Caruso)
Tango 1924

 

En un viejo almacén del Paseo Colón
donde van los que tienen perdida la fe,
todo sucio, harapiento, una tarde encontré
a un borracho sentado en oscuro rincón.
Al mirarle sentí una profunda emoción
porque en su alma un dolor secreto adiviné
y, sentándome cerca, a su lado, le hablé,
y él, entonces, me hizo esta cruel confesión.
Ponga, amigo, atención.
Sabe que es condición de varón el sufrir…
La mujer que yo quería con todo mi corazón
se me ha ido con un hombre que la supo seducir
y, aunque al irse mi alegría tras de ella se llevó,
no quisiera verla nunca… Que en la vida sea feliz
con el hombre que la tiene pa’ su bien… o qué sé yo.
Porque todo aquel amor que por ella yo sentí
lo cortó de un solo tajo con el filo’e su traición…
Pero inútil… No puedo, aunque quiera, olvidar
el recuerdo de la que fue mi único amor.
Para ella ha de ser como el trébol de olor
que perfuma al que la vida le va a arrancar.
Y, si acaso algún día quisiera volver
a mi lado otra vez, yo la he de perdonar.
Si por celos a un hombre se puede matar
se perdona cuando habla muy fuerte el querer
a cualquiera mujer.

 

Traduzione in Italiano
In una vecchia bottega di Paseo Colón
dove vanno quelli che perdono la fede,
tutto sporco, stracciato, un pomeriggio ho trovato un ubriacone seduto in un angolo buio.
Al guardarlo ho sentito una profonda emozione perché nella sua anima un dolore segreto ho indovinato
e, sedendomi vicino, al suo fianco, gli ho parlato,
e lui, allora si è confessato.
Faccia, amico, attenzione.
Sappia che è condizione del maschio soffrire…
La donna che io volevo con tutto il mio cuore
se ne è andata con un uomo che ha saputo sedurla
e, sebbene al andarsene la mia allegria si è portata via, non vorrei vederla più… che nella vita sia felice
con l’uomo che ce l’ha per il suo bene… o che ne so.
Perché tutto quell’amore che per lei io sentì
lo ha tagliato di un solo taglio con il filo del suo tradimento…
Però è inutile… non posso, anche se voglio, dimenticare il ricordo di quella che è stata il mio unico amore.
Per lei sarà come un trifoglio che profuma a chi la vita gli strapperà. E se un giorno vorrà tornare al mio fianco ancora, io la perdonerò.
Se per gelosia si può uccidere un uomo
si perdona qualsiasi donna quando parla molto forte l’amare.

 

Angelo Mangiapane e La Via Del Tango e Francisco Canaro Pirincho

© ANGELO MANGIAPANE CAFFEINA WOODOO MARKETING – MARKETING E COMUNICAZIONE 

 

 

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